Un saluto a tutti e ben ritrovati nella cucina di Dory, che ha un po' latitato negli ultimi tempi a causa di vari impegni, ma eccoci di nuovo qui a spadellare.
In questo inizio torrido di estate ho pensato parecchio a cosa proporvi per evitare il più possibile altro calore inutile, e allora vi toccheranno un po' di forno e fornelli ma potrete gustare degli antipasti estivi freschi e piacevoli.
Visto che abbiamo un po' da fare…cuciniamo!!
GAZPACHO DI POMODORO
Ingredienti:
- 5 pomodori a grappolo
- ¼ di peperone rosso
- 1 cipolla piccola
- 1 cetriolo
- olio, aceto, sale qb
Per prima cosa pelare i pomodori a vivo, immergendoli per 30 secondi in acqua bollente, poi privarli dei semini e frullare con gli altri ingredienti, peperone, cipolla e cetriolo.
Aggiustare quindi di olio, sale e aceto. Dovrà essere delicato e leggermente acidulo.

GAZPACHO D'INSALATA VERDE
Ingredienti:
- 1 ceppo di insalata verde (ho usato la gentilina)
- acqua ghiacciata
- caprino e un goccio di latte
- sale qb
- pomodori per decorare
Lavare bene l'insalata e frullare con 2 cucchiai di acqua ghiacciata, aggiustare poi di sale e riporre a riposare in frigo.
Preparare intanto la crema di caprino incorporando un goccio di latte e tagliare i pomodori a cubetti.

PEPERONI RIPIENI
Ingredienti:
- 2 peperoni
- 150 gr riso bianco (o quello che più vi piace)
- 1 cipolla di Tropea
- 2 cucchiai di fagioli cannellini
- menta
- sale
- olio
Per prima cosa lavare e mondare i peperoni, ricavando delle porzioni che possano poi accogliere il ripieno, come una sorta di piccolo piatto. Poggiare su una teglia ed infornare a 180° per 10 minuti.
Far bollire a parte del riso e quando pronto condire con la cipolla tagliata grossolanamente, i 2 cucchiai di cannellini sgocciolati, la menta e un filo di olio.
Tirate fuori i peperoni dal forno per riempirli con il riso condito e rimettete in forno per altri 20 minuti sempre a 180°.

Tirate fuori i peperoni dal forno per riempirli con il riso condito e rimettete in forno per altri 20 minuti sempre a 180°.

Ora è arrivato il momento di assemblare il vostro piatto e servire.
Utilizzate delle piccole coppette per i due gazpacho, in quello di pomodoro potete aggiungere dei crostini di pane, quello di insalata sarà guarnito con la crema di caprino e i pomodori a cubetti.
Buon appetito!!

…il vino di Daniele
Orange Wine o Vini Macerati
Gli orange wines, o vini macerati bianchi, sono vini bianchi vinificati con una lunga macerazione sulle bucce, secondo una tecnica antica riscoperta e valorizzata in tempi recenti da produttori artigianali e da alcunearee vinicole tradizionali.
Nonostante il nome, questi vini non contengono arance né derivano da esse: la definizione “orange” fa riferimento al colore ramato o ambrato che assumono a causa del contatto prolungato tra mosto e bucce, pratica normalmente riservata ai vini rossi.
La tecnica degli orange wines ha origini millenarie nel Caucaso, in particolare in Georgia, dove veniva e viene tuttora praticata con fermentazioni in anfore di terracotta interrate. In Italia, la tradizione è stata recuperata soprattutto nel Friuli Venezia Giulia e in alcune zone della Slovenia e della Croazia, ma si è diffusa anche in altre regioni, dai Colli Orientali del Friuli alla Toscana, fino alla Sicilia e oltre.
La vinificazione prevede l’utilizzo di uve bianche, che dopo la pigiatura vengono lasciate fermentare a contatto con le bucce per un periodo che può variare da pochi giorni a diversi mesi.
Nel calice, gli orange wines si presentano con tonalità che vanno dal giallo dorato carico all’ambra, talvolta con velature dovute alla non filtrazione. Al naso offrono un bouquet complesso e non convenzionale, con note di tè nero, erbe officinali, frutta secca, resina, scorza di agrumi, spezie e miele. Al palato sono spesso tannici, secchi, con acidità vibrante e una sensazione tattile più vicina a un rosso che a un bianco.
Gli abbinamenti gastronomici degli orange wines sono estremamente versatili: grazie alla loro struttura e alla loro componente tannica, si sposano bene con formaggi stagionati, cucina etnica speziata, piatti vegetariani complessi, carni bianche, funghi, zucca e piatti a base di legumi o cereali integrali. Sono anche perfetti per chi cerca vini da meditazione, da degustare lentamente per apprezzarne le sfumature.
Si servono a temperature comprese tra 12 e 16°C, a seconda della struttura e del grado di affinamento.
Dopo l’apertura si consiglia ossigenazione nel calice o decantazione, specialmente per le versioni non filtrate, affinate in anfora o legno, o naturali.